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Il vespaio d'Italia

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Summary: Non bisogna pensar male dei potenti. Essi non esistono in quanto potenti. Esistono in quanto esseri umani e come tali non essendo infallibili vogliono essere giustificati, perdonati e, quello che conta di più, dimenticati. Non bisogna parlarne male....  Click to expand...

Non bisogna pensar male dei potenti.
Essi non esistono in quanto potenti. Esistono in quanto esseri umani e come tali non essendo infallibili vogliono essere giustificati, perdonati e, quello che conta di più, dimenticati.
Non bisogna parlarne male. Non bisogna parlarne e basta. Se li stani dalle loro malefatte si sentono aggrediti, intrappolati e messi alla berlina. Dev’essere terribile per degli innocenti. Per quelli colpevoli o presunti non lo è, ma possono ammalarsi di depressione.
Cosicché i barbari non sono coloro i quali vengono stanati, ma chi li stana. Se li insegui e li infilzi con uno spiedo incandescente ti dicono che li vuoi fare a pezzi, ed è vero, avendo un attrezzo del genere. Quando ti serve non lo trovi mai. Gli innocenti sono come le vespe e sciamano a gruppi, da un Palazzo del Governo a quello di un Ministero; da un Palazzo del Potere a quello della Chiesa. Per necessità di sostentamento sono usi ad autosostentarsi a vicenda, caschi il Mondo sulle nostre teste! Questi sciamatori non prestano sé stessi alle banali e lucrose storie del mondo. Usano donne per questi compiti insani e di bassa lega: il più delle volte sono Mogli Vespesse, altre figlioletti o parentado con pungiglione. Ci sono tra noi parassiti senza pungiglione e questi possono essere riconosciuti facilmente dal fatto che ronzano sempre attorno agli innocenti sempre ingiustamente accusati e, a volte, si fanno imprestare il loro pungiglione per fottere il frutto della tua quotidiana fatica.
In questa Italia, dove tutti t’impartiscono lezioni di Etica e Politica, di Religione e di Filosofia, di Economia e di Natività, mi sento come in un nido di vespe, incapace di pensare al meglio la mia sorte. Tutti si fanno i fattacci loro. Poi ti impongono i fattacci loro. Se vado all’acqua mi dicono che non ce n’è, tutt’al più non è la sete che mi spinge ma il piacere di criticare nell’acqua torbida; se vado al fuoco nessuno chiama i pompieri perché sono quasi tutti impegnati a spegnere il fuoco dei rifiuti e poi quel fuoco mio è, al massimo, un fuocherello.
Perdio, se ci impartite lezioni a suon di botte come a Genova, è più facile darvi dello stronzo, ma se ci picchiate senza nemmeno farci vedere le bastonate, questo sì è atroce, perché questo tipo di bastonatura comporta lividi indicibili nella psiche di ciascuno. Sono le bastonature che ci regalate ogni giorno con quella vostra ischemia sociale, incontrollata e violenta: spidocchiate, rubate, corrompete, inquisite, vi dite vittime dei cannibali atei o dei magistrati estremisti, ma poi, a ben guardare, non vi succede mai nulla e rimanete immobili ai vostri posti. Io, onnipotenti Signori degli Anelli, degli Emicicli e dei Parlamenti, sono stanco delle vostre isterie al plasma. E ora mi costringete anche ad assistere al vostro vittimismo ufficiale. Prima tra le tonache, dopo tra i frac. Provo immenso schifo a sapere che siete in procinto di ripetere sempre le vostre performance. Tra poco arriva il Carnevale: scegliete già da ora quale maschera la più appropriata fa per voi e poi, mettetevi in fila per farvi premiare, in attesa che la Sinistra radicale, smemorata e impotente, dica qualcosa al posto di Fini.
 
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Palline. Sapienze. Dimissioni per Amore.

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Summary: PALLINE - "È un'operazione artistica che documenta con l'arte il problema che abbiamo in Italia - ha spiegato Cecchini - ci raccontano tante bugie che non sono né di destra, né di sinistra". Dal Sacro al Profano, rotolando su Palline colorate....  Click to expand...


PALLINE - "È un'operazione artistica che documenta con l'arte il problema che abbiamo in Italia - ha spiegato Cecchini - ci raccontano tante bugie che non sono né di destra, né di sinistra".

Dal Sacro al Profano, rotolando su Palline colorate.

SAPIENZE - La più grande stupidità è arrivata da chi un giorno dovrebbe trattare di "Sapienza". Si può non essere d'accordo con il Ratzy, si deve contrastarlo per le sue allucinanti medievalate contro le conquiste della società civile che vorrebbe far tornare sotto le forche della sua inquisizione. Ma temo che la stupidità di tanti intellettuali stavolta sia cozzata contro un branco di vecchi volponi in gonnella sacra. Bisognava lasciarlo parlare, anche se sicuramente avrebbe fatto solo il suo comizio. Bisognava essere intelligenti e non andare muso contro muso contro i preti. Che, non lo sapevate che la Religione attira più mosche che la Sapienza? Bisognava essere strateghi e non solo incazzati. E questo non per stupida debolezza ma per strategia di lungo corso. Chi è consapevole delle proprie Ragioni sa come sostenerle: non può aver paura del Lupo tedesco.
Non c’è niente di più stupido del non ascoltarsi e del non parlarsi. Anche quando chi parla è il Papa.
Ora dove andrà il Papa a parlare d’amore cristiano? Là dove c’è più bisogno, in Africa, dico io, perché questa è la risposta che tutti ci attendiamo.

DIMISSIONI PER AMORE - Ecco finalmente un uomo politico che prima non mi piaceva e ora mi piace! “Getto la spugna”. Così il ministro Mastella ha annunciato alla Camera le proprie dimissioni dopo gli arresti domiciliari alla moglie Sandra. “È la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura”, ha detto Mastella, che ha aggiunto: “mi dimetto perché tra l'amore della mia famiglia e il potere scelgo il primo”.
Lui non si dimette per i suoi errori di Ministro del Potere, ammesso e non concesso che ne abbia fatti, lui si dimette per Amore. E nessuno prende esempio. Il Dini che fa, si adegua?, o dobbiamo affidarci alla Provvidenza della Magistratura, Diabolico Marchingegno Antipolitici, che faccia luce sulle altre mogli della Casta Politica. Chissà che non se ne dimettano, per Amore, ancora altri.
Sul provvedimento di arresti domiciliari di Sandra Mastella esistono “fondati dubbi”, dice il leader di An Gianfranco Fini. Fini esprime solidarietà al ministro Mastella. Però l’Ansa non riporta a quali fondati dubbi faccia riferimento Fini.
 
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Galileo e la parola di Dio

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Summary: Con questa Vita di Galileo , Brecht pare che abbia ancora delle cose attualissime da dirci; voglio qui proporre la penultima scena del dramma brechtiano, perché ritengo che attualizzi abbastanza e chiarisce per certi versi su alcuni aspetti, se ce...  Click to expand...


Con questa Vita di Galileo, Brecht pare che abbia ancora delle cose attualissime da dirci; voglio qui proporre la penultima scena del dramma brechtiano, perché ritengo che attualizzi abbastanza e chiarisce per certi versi su alcuni aspetti, se ce ne fosse ancora bisogno, intorno alla diatriba scoppiata per la visita di Ratzinger alla "Sapienza", in occasione dell'Inaugurazione dell'Anno Accademico.
Come ben fa capire Dario Fo, qualcuno ha volutamente creato ad arte l'invito al Papa e adesso occorre ascoltarlo, anche se non si è d'accordo. Poi, se sono rose fioriranno, se son critiche si faranno.

Scena 14ª
1633-1642 - Galileo Galilei vive fino alla morte in una villa dei dintorni di Firenze, prigioniero dell’Inquisizione.

Galileo (ad Andrea Sarti, suo discepolo):
«Nel tempo che ho libero – e ne ho, di tempo libero – mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi come sarò giudicato da quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquistarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccuparsi che il commercio della lana possa svolgersi liberamente. Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un prodotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran parte della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terra, dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, che occulta gli intrighi di costoro. Antica come le rocce è la condizione dei più, e dall’alto dei pulpiti e delle cattedre si suole dipingerla come altrettanto imperitura. Ma la nostra nuova arte del dubbio appassionò il gran pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Cotesti uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che un freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria quanto artificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l’eliminare loro stessi; e allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e di corruzioni, tale da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi ripudiare la massa e conservarci ugualmente uomini di scienza? I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà sempre perduta dalla credulità. Con tutt’e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza. Finché l’umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quelli di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale… Nella mia vita di scienziato ho avuto una fortuna senza pari: quella di vedere l’astronomia dilagare nelle pubbliche piazze. In circostanze così straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandissimi rivolgimenti. Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d’Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell’umanità. Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Andrea, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini… Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi della scienza».
 
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Antipapa Giuliano la Prostata da Ferrara

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Summary: Giuliano Ferrara, (Roma, 7 gennaio 1952) è un giornalista e conduttore televisivo italiano. Dopo esperienze politiche nel PCI e nel PSI, ora milita nell'area del centro destra. Divenne papa, pardon, antipapa a sua stessa insaputa, dopo che dalla...  Click to expand...


Giuliano Ferrara, (Roma, 7 gennaio 1952) è un giornalista e conduttore televisivo italiano. Dopo esperienze politiche nel PCI e nel PSI, ora milita nell'area del centro destra. Divenne papa, pardon, antipapa a sua stessa insaputa, dopo che dalla sinistra voltagabbanò a destra.
Promotore della Campagna Moratoria sull’aborto; combatte l’ateismo di sinistra; giornalista soldato che favorisce una Veglia laica di solidarietà con la chierichetta Livia Turco, testimonial del Governo, compatibile con la sacralità della vita “ecclesiastica”. Al grido di Ferrara, Ferrara, sei tutti noi, sei uno di noi, CL abbraccia Ferrara. I ciellini però sono stati costretti ad allungarsi per aderire alla vita extralarge dell'Antipapa Giuliano la Prostata da Ferrara.
A niente è valso un coraggioso ma sparuto gruppo di femministe che gridavano: “Ti vogliamo nudo... ma solo per poterti sputare sul quel cervello a forma di pisello”; lui non ha preso coscienza e, anzi, quelle pazze scatenate sono state allontanate dal servizio d’ordine. Le donne, queste mitomani, vorrebbero gestirsi il proprio corpo. Poarete! Ma non lo sanno che il loro corpo appartiene a Giuliano la Prostata e a Ratzinger, che non fanno discorsi ingiusti, viceversa quelli di queste femmine sono discorsi ingiusti e paranazisti.
Poi l’Antipapa Giuliano, parafrasando la Sciura Brambilla, annuncia la creazione di circoli per la Libertà di procreare tutto quello che si può con l’aiuto di Dio e dei medici obiettori ma credenti. Questa grande battaglia di vita gli apre finalmente le porte dell’inferno, pardon, del Paradiso in terra: infatti sarà ricevuto nientepopodimenoché dall’originale tedesco con il quale è in perfetta simbiosi e al quale non sta facendo mancare appassionate parole di affetto filiale dato che il Sommo per ora ha qualche problema di relazione con la Scienza Ufficiale Italiana, la famosa “Sapienza”, che col Medioevo Contemporaneo non c'azzecca nulla!
 
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Il discorso di Satanasso

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Summary: In tempi di restaurazione reazionaria vaticanista, di questi tempi simili all'ultimo Medioevo, voglio contribuire per levarci qualche pelo dalla lingua con il discorso di Mister Satanasso. Eccolo, dunque, con il suo andare allegorico e comicale il...  Click to expand...

In tempi di restaurazione reazionaria vaticanista, di questi tempi simili all'ultimo Medioevo, voglio contribuire per levarci qualche pelo dalla lingua con il discorso di Mister Satanasso.
Eccolo, dunque, con il suo andare allegorico e comicale il Satanasso nel Judicio della fine del mondo, stampato a Mondovì dai fratelli Berruerio nel 1510.

«Merchadanti he borgeysi he anchora cavalieri,
Gentilhomini da cavallo, anchora da piede,
Lavoratori e sapadori cum le sue cative conditione,
Iudici he advocati con li sui cativi procuratori,
Doctori in raxone canonica he anchora in teologia,
Questi seran quelli che a li altri mostreranno la via.
Medici con li sui orinari he la medicina compia
Per guadagnare duchati te faranno stantare la vita;
E li speciari cativi he più malvaxi
Che vendano la borra de basti in cambio de dambaxio
E le sue confetione cative, como dice Ipochrasse,
Ogni cossa hano goastata he descambiata:
Per zo questi serano quelli chi farano li nostri facti.
E questi caligari maledicti da Dio Padre
Tirano e strazeno le pelle cum li denti
E fano lo suo mestiere cum mille sacramenti:
Per zo te prometo serano nostri tutti quanti.
E questi draperi rapinoxi cum tuti li sartori
Tirano li drapi como se fusseno manioxi,
De mille non se trova uno chi dea sua raxone.
Anchora questi retagliadori fano la lor parte,
Marceri, pasticeri, becheri, molineri he navegatori,
Ferrari, stagnineri, lavezeri, anchora celeri.
Ho ho li studenti cum la sua parucella,
Che a le done fano virare la cervella
E le sano despogliare adesso in busto,
Adesso in camixa, adesso in gonella,
Ballare, cantare, danzare he altra cossa più bella:
(eh eh eh)
Per zo de tuti questi faremo una salinella.
E queste done che hano goastata la faza
Per li sui unguenti, uncione he belletti... ».
 
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Apocalisse in Vaticano

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Summary: Siamo stati per pochi attimi in balìa del diavolo: la Chiesa senza più il suo Potere. Sono stato uno dei fortunati ad averlo visto al TG2. Il TG1 però non l’ha ripetuto. Il Papa scopre d’aver perso l’anello. Come se n’è accorto? Guardandosi la mano...  Click to expand...

Siamo stati per pochi attimi in balìa del diavolo: la Chiesa senza più il suo Potere.
Sono stato uno dei fortunati ad averlo visto al TG2. Il TG1 però non l’ha ripetuto.
Il Papa scopre d’aver perso l’anello. Come se n’è accorto? Guardandosi la mano destra.
Per abitudine, per vezzo, per vanità, per simpatia, per rimirare l’anello del Potere. Poi strabuzza gli occhi ad inquadrare la mano incredulo: Ja, manken l’anellen! Tesssssoro! Il mio tesssoro...
A questo punto si volta verso l’altare e il suo cerimoniere glielo raccoglie e quello se lo ri-infila al dito. Il Potere è salvo.
Battezzare 13 neonati il giorno 13 non è la miglior cosa neanche per un papa. Per chi crede alla jattura, il 13 porta sfiga; per chi non crede, porta bene.
Ma cosa è successo durante quei tremendi attimi in cui il Papa si rende conto di non avere più al dito questo anello che la tradizione vuole sia appartenuto addirittura a Pietro. Andiamo a vedere più da vicino.
Un baratro, un abisso mondiale s’apre sotto i piedi del Sommo: i diavoli cominciano a uscire ballando e cantando e istigando alle cattiverie più irripetibili; poi più nessuno che rispetta la propria mamma, il nonno, lo zio, i nipoti, fratelli e sorelle a violentarsi a vicenda. Donne in aborto continuato e omosessuali che si prendono per il culo e poi si uniscono in matrimonio. Lesbiche che si fanno sacerdotesse del vizio. Preti liberi anch'essi di sposarsi e di pedoliofilizzare. Per non parlare poi degli stupratori senza patente che si sono, in quei pochi istanti, sfrenati alla grande creando un folla di vecchi e vecchie in attesa di orgasmi e senza preservativi. La camorra che inonda tutta l’Italia di spazzatura a cominciare dal Vaticano; milioni e milioni di morti di fame che si riversano sul suolo patrio: alcuni si installano nelle stanze dei cardinali all’ora di pranzo e cominciano a sbafare senza nemmanco chiedere permesso o farsi il segno della croce; altri, scacciati dalle guardie svizzere, entrano di prepotenza nei Territori Liberi della Padania; ancora, i grandi della terra a minacciarsi vicendevolmente di guerre senza sbocchi; lo stesso Vaticano che non crede più ai miracoli, i politici italiani teodem che vanno tutti a ramengo. Berlusconi che si ritira con Veltroni in una Discarica della Politica Contemporanea, a rifarsi il maquillage sulla riforma elettorale pro sé stessi. Insomma, la perdita dell’Anello Papale crea il più grande incubo che la storia contemporanea abbia mai saputo immaginarsi, peggio dell’11 settembre.
Qui si è fatta la prova generale dell’Apocalisse. L’inimmaginabile si è concretizzato sorgendo dalle viscere della terra.
 
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San Bondi innamorato

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Summary: Sarkozy & Bruni furono i primi Chàvez & Campbell sono i secondi e ora... fuochi d'artificio all'italiana! Bondi & Binetti: Amori perfetti! Un bacio... e dammi un bacio... Un bacio - ma poi cos'è un bacio? Un giuramento un po' più da vicino,...  Click to expand...


Sarkozy & Bruni furono i primi
Chàvez & Campbell sono i secondi
e ora... fuochi d'artificio all'italiana!
Bondi & Binetti: Amori perfetti!
Un bacio... e dammi un bacio...
Un bacio - ma poi cos'è un bacio?
Un giuramento un po' più da vicino, una promessa più precisa,
una confessione che cerca una conferma, un punto
rosa sulla i di «ti amo», un segreto soffiato
in bocca invece che all'orecchio, un
frammento d'eternità che ronza come l'ali
d'un'ape, una comunione che sa di fiore,
un modo di respirarsi il cuore e di
scambiarsi sulle labbra il sapore dell'anima!
Paola, ti prego.
Tacete, Bondisan, voi mi turbate?
Un bacio, perdìo, che vi costa? Perché negarne uno a me?
Perché io amo un altro!
E chi?
Questo è un segreto confessionale che mai potrò rivelare.
Mi spiace e rassegnatevi, Bondisan.
E ora, su da bravo, finite la preghierina
che ci aspettano i nostri santi capi.

 
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Operai Eroi. TV-Fiction

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Summary: Scommetto che ad uccidere i vostri compagni siete stati proprio voi che li avete onorati poi ipocritamente nelle lunghe serie di presenzialismi televisivi. Che operai infernali dunque siete? Non avendo altri sbocchi sociali, nessuna hit parade,...  Click to expand...


Scommetto che ad uccidere i vostri compagni siete stati proprio voi che li avete onorati poi ipocritamente nelle lunghe serie di presenzialismi televisivi.
Che operai infernali dunque siete? Non avendo altri sbocchi sociali, nessuna hit parade, nessun premio Bancarella e delle Stregacce Vostre, nessun concorso a Premi e Cavalierati e Onorificenze, vi siete proprio assatanati di TV, facendo gli Eroi all’italiana. Eccheccazzo, ragazzi, ma perché non ve ne siete andati a pescare invece di rompere l’imperturbabile sonno del Padrone Thyssen, notoriamente Sfinge quando si trattava di far tirare a campare i suoi dipendenti. A chi toccava? A quei sette? Ebbene, hanno avuto il fatto loro. Vi siete prosciugati a forza di lacrimare, vi siete fatte le vostre manifestazioncelle, avete denunciato noi della Thyssen come responsabili morali e fisici della strage. Ma ora è tempo di finirla.
Brutti comunisti e anche se non siete comunisti siete operai, cioè il gradino basso della società.
Vi abbiamo dato da mangiare, vi abbiamo raccolti dal niente e vi abbiamo fatti uomini e vi abbiamo permesso di farvi una famiglia. Che, non lo sapete che il rischio mortale è nel vostro contratto? Quando vi abbiamo assunti ve l’abbiamo fatto sottoscrivere: se vi succede qualcosa, è solo colpa della vostra imperizia e della vostra distrazione e della vostra omissione.
Italiani? Tsé! Kaputt a voi e a tutta la vostra munnezza!

Quale inferno vi ha partoriti, questo è un peso che vi schiaccia. È il rimorso o la paura?
Prendete tempo o perdete la ragione? La rovina morale e industriale vi sfiora, miserabili, e vi passa oltre, uomini incontentabili che producete solo egoismi e zavorre d’insulti.
Voi non sapete cosa vuol dire lavorare. E non l’avete imparato in cento anni di sfruttamento dei lavoratori italiani nel vostro Paese.
L'eroismo dei miei compagni operai non vi compete e può solo onorarvi.
State zitti.
 
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Pulcinella e la spazzatura

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Summary: Prendiamo casualmente quattro nomi e li mettiamo, casualmente insieme, ad esempio così: Politici Rifiuti Campania Camorra – PRCC. Ripetiamo insieme tante volte la serie fino ad impararla a memoria. Facile. Direste voi. Mica tanto. Ad un operatore...  Click to expand...


Prendiamo casualmente quattro nomi e li mettiamo, casualmente insieme, ad esempio così:
Politici Rifiuti Campania Camorra – PRCC.
Ripetiamo insieme tante volte la serie fino ad impararla a memoria. Facile. Direste voi.
Mica tanto. Ad un operatore ecologico, in forza alla nettezza urbana di Napoli, in piena emergenza rifiuti, fu ordinato di ricordare a memoria l’insieme della Serie, che era il codice d’accesso che avrebbe poi dovuto attivare una delle tante Discariche Abusive. Così il caposquadra al netturbino di turno: “E se qualcuno ti chiede quale di quelle ecoballe deve andare in quella discarica, ricordati la serie PRCC, che è il suo codice”. “Va bene!”. “Ripetilo e imparalo a memoria”. “Va bene!”.
A due passi, un certo Pulcinella non si lasciò sfuggire il colloquio. Il signor Pulcinella era un napoletano che lavorava per il suo pane quotidiano. Era uno che analizzava sempre la realtà delle cose. Così s’avvicinò al netturbino, in pausa pranzo, e cominciò a parlare in modo tale che quello lo sentisse mentre intanto mangiava.
Il ragionamento di Pulcinella a voce alta fu questo: “Com’è ‘sta serie PRCC:
Politici Rifiuti Campania Camorra, vero? Non c’è bisogno di ripeterlo con le labbra per mezz’ora PRCC PRCC PRCC... Ti stanchi e ti va il mangiare di traverso. Te lo dico io come devi fare, a me lo ha insegnato un funzionario dell’ufficio delle tasse dove dànno le licenze di rigetto. C’era un venditore ambulante di sigarette di contrabbando che non riusciva a ricordarsi il suo numero per fare il turno al suo ufficio per non pagare le tasse, e lui gliel’ha insegnato così. Adesso te lo spiego io con questo codice PRCC, vedrai com’è facile il PRCC. Sostituiamo il PRCC con quattro numeri a casaccio: 4 per la P, 2 per la R, 6 per la C e 8 per la seconda C.
Abbiamo così la serie 4268 che sta per
PRCC. Va bene?
La prima cifra è un quattro, la seconda un due. Dunque, intanto ricordati 42, cioè due volte due, cioè per ordine, incominciando da capo, quattro, diviso per due, e di nuovo hai vicini il quattro e il due. E adesso, niente paura! Quanto fa due per quattro? Otto, non è vero? Dunque tieniti bene a mente che l’otto che sta nel numero 4268, è l’ultimo, e allora basta che ti ricordi che la prima cifra è un quattro, la seconda un due, la quarta un otto e poi in qualche maniera intelligente ricordati il sei che viene prima dell’otto. È facilissimo. La prima cifra è un quattro, la seconda un due, quattro e due fanno sei. Così sei sicuro che la seconda cifra a cominciare dalla fine è un sei. In questa maniera, come diceva l’impiegato dell’ufficio delle tasse, l’ordine delle cifre non sparirà mai più dalla tua memoria. Lo stesso risultato lo potresti ottenere in modo ancora più facile. Anche questo sistema quello delle tasse l’ha spiegato al commerciante di sigarette di contrabbando. Ora te lo rispiego. Allora...”
Nel frattempo il netturbino sospende di mangiare, rimane inebetito e con gli occhi sbarrati, irrigidito nell’ascolto della spiegazione.
“... otto meno due fanno sei. Dunque, tu ora hai il sei. Sei meno due fanno quattro, così hai anche il quattro. Otto più il due nel mezzo fanno 4-2-6-8. C’è ancora un altro sistema, e neanche questo è difficile: le moltiplicazioni e le divisioni. Ecco come si arriva al risultato: ricordati, come diceva quello delle tasse, che due per 42 è uguale a 84. L’anno ha dodici mesi, quindi si sottrae 12 da 84, rimangono 72, meno altri dodici mesi, fanno 60. Così abbiamo un sei sicuro e leviamo lo zero. Adesso abbiamo 42-68-4. Tolto lo zero, togliamo anche il quattro alla fine. Ed ecco che abbiamo di nuovo il nostro numero al completo. Ci si arriva anche con la divisione. Stai a sentire: com’era già il numero?... Ecco, spunta sempre il 4268 che altro non è che il
PRCC di prima. Capito?
Spunta sempre, il
PRCC. Spunta.”

Ps.: si ringrazia Bertolt Brecht
e il suo Svejk per i suggerimenti.

 
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Wow, quante lacrime!

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Summary: Dopo le lacrime di Hillary , a seguire quelle di Bush. Come avrà fatto quest’uomo a piangere? È un uomo emozionabile, pare. E tu che lo credevi insensibile. Una volta pianse sulla spalla di Dio , ora sul ricordo dell’ Olocausto . Se continua così,...  Click to expand...

Dopo le lacrime di Hillary, a seguire quelle di Bush.
Come avrà fatto quest’uomo a piangere? È un uomo emozionabile, pare. E tu che lo credevi insensibile. Una volta pianse sulla spalla di Dio, ora sul ricordo dell’Olocausto. Se continua così, finirà con un pianto a dirotto per tutto l'universo espanso, e gli uomini piangeranno con lui, non a causa di lui. Adesso che sappiamo di quale pasta è fatto l'uomo, dormiamo pure sonni tranquilli: un manto di commossa bontà ci protegge globalizzandoci. È il principio del contrappasso: il mondo sa che la tragedia, molto più della commedia, prende alla leggera le sofferenze dell'umanità.
 
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